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| rassegna |
03/05/2012
AFFARITALIANI.IT
FAREMO IL PARTITO DEI MODERATI, MA NON ACCETTEREMO UN’OPA OSTILE DA CASINI
"Dopo le Amministrative faremo il partito dei moderati". Raffaele Fitto, ex ministro del governo Berlusconi e uomo forte del Pdl in Puglia, sceglie Affaritaliani.it per lanciare la nuova stagione del Pdl e sull'opa ostile dell'Udc verso il Pdl afferma: "Al massimo Casini può stare insieme con noi. Questo atteggiamento aggressivo è l'opposto del dato oggettivo della presenza del Pdl nel Paese". E sul Partito della Nazione, casa dei moderati, lanciato dall'Udc afferma: "Dire che si vuole costruire un soggetto dei moderati e allearsi con Sel, come Casini ha fatto a Brindisi, non mi sembra che sia il massimo della coerenza". Poi apre all'ingresso di tecnici purché "non abbiano obiettivi politici"
Onorevole Fitto, Monti ha attaccato molto duramente l'eliminazione dell'Ici. Da ex ministro degli Affari regionali del governo Berlusconi, si pente di quella scelta?
"Assolutamente no, abbiamo fatto bene ad eliminare l'Ici. Noi abbiamo fatto una scelta chiara in questo senso. L'Imu non può essere una tassa duratura, ma al massimo una tantum".
Andrete avanti anche per quanto riguarda il pareggio tra crediti e debiti nei confronti dello Stato?
"Stiamo lavorando ad una iniziativa concreta su questo punto. Più che polemizzare dobbiamo concretizzare le nostre idee con una iniziativa in Parlamento".
Quindi la parola d'ordine è puntare sulla crescita?
"E' la ragione per cui è nato questo governo. Noi dobbiamo spingere su questo. E' il tema su cui abbiamo dato sostegno al governo Monti".
Casini ha lanciato una 'opa' ostile sul Pdl con l'annuncio della formazione di un Partito della Nazione che raccolga tutti i moderati. Cosa vede nel futuro del Pdl?
"Il Pdl lo vedo bene, con dei risultati buoni che troveranno una conferma elettorale alle Amministrative. Da questi dati inizieremo una discussione sulle prospettive per il futuro, come l'allargamento e la costruzione di un soggetto dei moderati. Un soggetto che non può prescindere dal Pdl, che come partito rappresenta in maniera prioritaria il mondo dei moderati".
Affaritaliani.it è sempre molto attento a ciò che accade in Puglia, una regione considerata 'suo feudo'. A Brindisi si è formata una alleanza tra il Pd, Sel, l'Api e l'Udc. Perché non può essere questo un modello da ripetere a livello nazionale?
"E' un modello che noi puntiamo a sconfiggere forse non al primo turno, ma di sicuro al ballottaggio delle elezioni comunali di Brindisi, dove noi siamo impegnati come forza alternativa. E' evidente che si è assistito ad una aggiunta dell'Udc al Centrosinistra. Non c'è un progetto dei moderati italiani se ci si aggiunge a tutto il Centrosinistra fino a Sel. Noi siamo per una alternativa a questo".
A livello nazionale che tipo di alleanze dovrebbero nascere?
"Dire che si vuole costruire un soggetto dei moderati e allearsi con Sel non mi sembra che sia il massimo della coerenza. Siamo dell'idea che si deve lavorare per aggregare realmente l'area dei moderati introno alla proposta del Pdl. Al massimo insieme col Pdl, ma l'idea di superare il nostro partito, addirittura con un atteggiamento aggressivo e ostile è l'opposto del dato oggettivo della presenza del nostro partito nel Paese".
Si parla tanto di tecnici che diventano politici. Il Pdl si aprirà all'ingresso di soggetti della società civile?
"Siamo sempre stati aperti agli ingressi che possono portare un contributo al nostro progetto politico. Certo è bene sapere se la posizione dei tecnici diventa politica. Perché in questo caso la politica che sostiene un governo tecnico deve porsi degli interrogativi. Noi abbiamo sostenuto un governo tecnico per portare alla crescita e per senso di responsabilità. Non possiamo certo sostenere un governo che abbia al suo interno degli obiettivi di carattere politico".
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